“Prima di ogni corsa è una gara tra la tua mente e una scusa” dice il maestro Kipchoge e mai come ieri aveva ragione.
Avrei mollato dopo appena mezz’ora…e dovevo correre per altre tre.
Chilometri insufficienti di allenamento nelle gambe, tosse insistente e affanno da dieci giorni, stanchezza mentale e fisica per i cambiamenti professionali e di vita degli ultimi due mesi.
Ma ricorrevano anche quindici anni esatti da “quel” referto istologico, durante i quali ho cercato – riuscendoci quasi sempre – a non smentirmi nel bene e nel male, smarcando i passaggi che il karma e il cuore impongono. Le sole obbedienze che ammetto.
E poi mi serviva un tagliandone per certificare ancora una volta che cuore, testa e carne sono intatti e incorrotti
nonostante i cambiamenti esistenziali.
E quindi? Anche ieri mattina e come negli ultimi tempi “…sembrava la fine del mondo, ma sono ancora qua!”
Padova conquistata e con lei la settima maratona.
Oggi direzione Milano per docenza manageriale, da domani di nuovo Chieti con le “visioni digitali”



