La storia personale di ciascuno è fatta di parole (dette e non dette), azioni (compiute e non intraprese) e luoghi (vissuti e desiderati).
E a proposito di luoghi la mia di storia trova da sempre la fine e un nuovo inizio qui. Un porto che cuce la fine della strada per arrivarci con l’inizio della navigazione verso un’altra riva.
E i miei morti, che sono da sempre verbalmente più loquaci e saggi di tanti vivi effimeri, oggi mi parlano con le stesse parole di Toranaga da uno dei miei testi formativi:
“Lascia i problemi di Dio a Dio e il karma al karma. Oggi sei qui e non c’è nulla che tu possa fare per cambiare questo. Oggi sei vivo e qui, e onorato e benedetto dalla buona sorte. Guarda questo tramonto, è bellissimo, vero? Questo tramonto esiste. Domani non esisterà. C’è solo ora. Ti prego guarda. È così bello e non accadrà un’altra volta, mai, non questo tramonto, mai in tutto l’infinito.”
L’anno che se ne sta andando l’ho succhiato fino al midollo e sarà così con l’anno che si trova sull’altra riva, perché lo voglio e perché ci credo.
Auguro ai “vivi davvero” un anno irripetibilmente vissuto e goduto.
