Hola Valencia

La città è ancora deserta quando prendo il taxi per l’aeroporto. È l’ennesima alba buia di lavoro.
Anche il completo gessato e la cravatta a motivi blu che indosso suggeriscono la classica scena della partenza del trasfertista di professione.
E anche la destinazione e l’evento di oggi pomeriggio al Comitato delle Regioni di Bruxelles non aggiungono nulla di insolito alla consueta routine.
Eppure, lasciandomi alle spalle la Ciudad de las Artes y las Ciencias di Valencia, non posso non togliermi dalla testa il fragore da fossa della corrida che imperversava qui domenica e che mi segue fino in cabina coprendo il sonnacchioso rumore di fondo dell’aereo.
Sulle ginocchia il tablet da lavoro e nel trolley riposto nell’alloggiamento sopra la mia testa le scarpe da corsa. Da agosto 2020 sono queste le due versioni inseparabili del mio modo di intendere la passione e lo sforzo: una preparazione lunga e il mantenimento di ritmi esasperatamente costanti.
Che è poi ciò che ti regala la conclusione felice del progetto cui tenevi di più, l’ottenimento di un finanziamento che inseguivi da mesi, un esame universitario o una difficoltà superati da tua figlia, il ringraziamento anonimo di un paziente altrettanto anonimo oppure – due volte l’anno – una medaglia di maratona.
È inutile che lo neghi. La soddisfazione di concludere 42 chilometri e 195 metri e magari di farlo come ieri migliorandoti con un nuovo personale a 3 ore e 36 minuti c’è tutta, ma con il tempo che passa è la preparazione la parte che apprezzo sempre di più. Il viaggio, non la destinazione.
E mai come domenica mattina la commozione ha provato a fregarmi a ridosso della linea di partenza anziché al traguardo, anche se non sapevo cosa sarebbe successo e cosa avrei provato in quei quaranta chilometri di circuito cittadino dopo lo sparo.
E penso ora che ci curiamo esclusivamente – consumandoli anche in fretta – dei traguardi, trascurando del tutto da dove siamo partiti e quanto ci è costato.
“Ma se poi non centri la destinazione?”, qualcuno chiederà. Vuol dire che ti sei goduto poco il viaggio…ma hai imparato per la volta successiva.
Buone corse a tutti, in qualunque forma e a qualunque ritmo!

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