Siate liberi!
È quanto da qualche anno la mia voce interiore (il Daimon
) mi ordina ed è l’unico augurio che mi sento di fare quest’anno a chi amo, a chi stimo e a chi gradisce riceverlo.
Buona parte delle minacce alla convivenza civile e alla nostra autonomia di scelta individuale è una questione di libertà pretesa per sé o usurpata da terzi.
Poi la narrazione mediatica e politica quelle minacce le ammantano con tutt’altre contrapposizioni – Occidente vs Oriente, conservazione vs progresso, forza vs decadenza, doveri vs diritti – ma ho la convinzione solida (forse imprecisa…) che siano solo cortine fumogene che nascondono il tentativo più o meno diffuso, e certamente trasversale a tutte quelle contrapposizioni artificiali, di ridimensionare libertà individuale e collettiva.
Siate liberi di pensare, di dire, di fare e di amare.
Rinunciateci solo per scelta vostra, solo temporaneamente, solo se può ferire altri e solo se è un investimento per una libertà maggiore.
Che si tratti di un tiranno, di un datore di lavoro, di un maschio violento, di un gruppo allineato, delle convenzioni familiari o sociali…siate liberi.
E se non potete ancora pensare, dire, fare o amare secondo vostra autenticità per una questione di forze più potenti, adoperatevi costantemente per farlo non appena abbassa la guardia chi o cosa ve lo impedisce.
Attenti però, la libertà ha un costo enorme perché è la libertà che non vi perdoneranno mai, non la felicità.
Siate liberi come fosse una direzione costante, non una meta.
È la migliore tra tutte le direzioni per essere più spesso felici.
Buon 2024 libero!
