Metti un “occhio clinico” artificiale e un robot-chirurgo in sala operatoria. Inquietante o troppo futuribile, dite?
Non sarei così disfattista e nel mio articolo che oggi pubblica AgendaDigitale.eu spiego perché. Ma prima voglio raccontarvi un aneddoto brevissimo.
“Mi ha messo in punizione”. Si è giustificato così un mio amico qualche mese fa quando a bordo della sua auto iper-intelligente provava a far ripartire la guida autonoma durante una comune gita fuori porta. L’automobile si era accorta con le microcamere interne che il conducente aveva fatto un uso esagerato dello smartphone mentre era attivo il pilota automatico e lo aveva perciò privato per una settimana di questa comoda funzionalità.
Il racconto, lì per lì, mi ha fatto prima ridere poi aveva indispettito la mia vena liberale e avevo concluso che mai mi sarei servito di una tecnologia che mi dice cosa devo fare e che mi mette in punizione se non lo faccio.
Poi, a distanza di tempo, ci ho riflettuto e notato le analogie con la “guida” in sala operatoria.
Il seguito, con le mie ragioni e con una prospettiva su quello che il mercato offre già, lo trovate qui: https://www.agendadigitale.eu/…/lia-in-sala-operatoria…/
Poi…alla fine dell’articolo provate a rispondere alla domanda: vi imbarchereste su un volo aereo che ha le percentuali di rischio dell’attuale chirurgia?
