Ed è la seconda di cinque…
Ieri evento formativo per i pazienti di Aistom Nazionale per l’implementazione di PICC, un modello “ibrido” di gestione dei cateteri venosi centrali.
Si tratta di quegli aggeggini “tubicini a colori” che si impiantano al braccio di pazienti sottoposti a terapia infusionale per un lungo periodo, classicamente la chemioterapia.
Strumenti che facilitano la somministrazione dei farmaci ma che richiedono corretta gestione potendo dare problemi di infezione o di otturazione.
Insomma…una possibile e aggiuntiva fonte di angoscia per il paziente oncologico che deve fare spesso ricorso in urgenza all’assistenza della struttura ospedaliera per la loro manutenzione.
Con PICC, intervento finanziato con 250mila euro di economie di gestione e di progetto di AReSS Puglia, realizziamo un modello organizzativo che impiega la tecnologia per monitorare in teleassistenza gli impianti fornendo ai pazienti anche gli strumenti educativi per gestirli nella migliore autosufficienza.
Per me è stata l’ultima uscita pubblica in Puglia rimanendomi alcune manciate di giorni per sistemare alcune faccende.
Ho scelto coscientemente di farla con il presidente di FINCOPP-AISTOM Francesco Diomede e i suoi, sul cui minaccioso impulso
è nata e cresciuta la rete oncologica regionale tra mille difficoltà e false narrazioni (ma ve ne parlerò fra qualche giorno). Senza la sua martellante insistenza all’inizio e sorveglianza nel corso degli anni la rete sarebbe rimasta al parcheggio.
Era un doveroso omaggio a lui e ai pazienti da cui tutto parte e a cui tutto torna, anche quando non lo riconosciamo e rendiamo invece onore alla sola scoperta terapeutica.
E consentitemi di ringraziare i ragazzi dell’Area Valutazione e Ricerca di AReSS che il progetto lo hanno ideato con i colleghi dell’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ Bari – IRCCS e con loro ne terranno le fila.
Il denaro che siamo riusciti a trovare tra Agenzia e Istituto con le “economie della formica” è certamente prezioso ma la loro inquietudine creativa lo è di più.





